Bungaro,“I miei occhi hanno imparato a guardare le cose più semplici e la mia curiosità a coltivare la bellezza in ogni direzione”

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Nell’occasione della tappa in Calabria del suo Maredentro Tour, che andrà in scena sabato 19 gennaio alle ore 21 sul palco dell’LSS Theater di Polistena, ho avuto modo d’intervistare il musicista e cantautore Bungaro, artista raffinato e poliedrico, le cui canzoni sono state spesso portate al successo da importanti interpreti femminili del panorama musicale italiano e internazionale (Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Giusy Ferreri, Emma Marrone, Daniela Mercury, Miùcha Buarque de Holanda, Paula Morelembaum, Ana Carolina, Kay McCarthy). Inoltre ha scritto e collaborato con Gianni Morandi, Raf, Marco Megoni, Neri Marcorè, Paola Cortellesi, senza dimenticare le numerose collaborazioni internazionali, come quelle con YoussouN’Dour (Senegal), Omar Sosa (Cuba), Guinga (Brasile) o il duetto del 2012 con Ivan Lins (Brasile) per il progetto Inventa Rio, disco che ha ricevuto una nomination  ai Latin Grammy Awards nel 2014 . Rilevante, infine, la passione di Bungaro per il cinema, diverse colonne sonore di film di successo portano la sua firma: tra le più recenti, Perfetti sconosciuti, nell’omonimo film di Paolo Genovese, che un anno fa ha conseguito il Ciak D’Oro e il Nastro D’Argento, ed è stata candidata ai David di Donatello per la migliore canzone originale. Il concerto di Bungaro darà il via ad un rilevante cartellone, che vedrà il 25 gennaio esibirsi Francesco Loccisano con la sua chitarra battente, il 9 febbraio il duo elettropop Urban Strangers, il 19 febbraio il musicista jazz Israel Varela, il 15 marzo Xantonè Blacq & Band, storica band di Amy Winehouse, sempre sul palco dell’LSS Theater di Polistena, su  organizzazione di Volume APS, associazione di promozione sociale, nata per dare impulso ad attività culturali e musicali.

Bungaro, hai tagliato da poco il traguardo dei 25 anni di carriera. Cosa è cambiato in te, sia come persona che come artista, e come hai fatto fronte ai tanti mutamenti che si sono intercalati nel corso di questo lasso di tempo, nell’ambito musicale precipuamente,  dove sull’altare della standardizzazione commerciale a volte si sacrifica la qualità in nome della quantità? Mi vengono in mente i versi di  Piacere di vederti ( dall’album Arte, 2010): Io sono io, e ho un carattere normale, e sbarco il lunario con la musica e la voce, i gesti e le parole di chi ancora vuol capire il mistero dell’andare, del fermarsi e ripartire.

Bungaro (foto di Giovanni Buonomo)

“I miei anni, la mia vita e le mie scelte artistiche sono cresciute in maniera naturale. Ogni cosa è stata seminata e raccolta al momento giusto senza affanni. Oggi mi sento profondamente felice per tutte le scelte volute, pensate, sofferte e desiderate. Mi sento fortunato a respirare qualità, i miei occhi hanno imparato a guardare le cose più semplici e la mia curiosità a coltivare la bellezza in ogni direzione”.

Nei testi delle tue canzoni, nella composizione delle musiche, riporto la mia personale sensazione, credo che tu sia riuscito a creare una suggestiva integrazione fra l’ afflato emozionale, romantico e poetico, e la ricercata creatività, una corda tesa tra sensibilità e corporeità …

“Mi prendo cura di ogni particolare, le parole, la musica e il sound devono sposarsi in modo naturale. È un viaggio di quattro minuti dove per me è importante proiettare al massimo lo stato d’animo della canzone. Sono dei micro film”.

(Foto di Giovanni Buonono)

Un bilancio sul tour Maredentro, nel corso del quale hai presentato l’omonimo progetto discografico, offrendo ulteriore spazio alla tua poliedricità autoriale nell’affrontare anche tematiche legate alla territorialità, dal legame con la terra d’origine alla possibilità di una diversità condivisa, valore aggiunto e non discriminante (la cover de L’ombelico del mondo di Jovanotti, “tradotta” in salentino).

Maredentro è un giocattolo di legno preziosissimo. C’è dentro tutto l’amore che ho . Ci sono i miei amici, compagni di viaggio e Musicisti straordinari, li definisco dei talenti umani: Antonio De Luise contrabbasso, Marco Pacassoni batteria e vibrafono, e Antonio Fresa pianoforte e arrangiamenti. Ogni concerto è unico e sorprendente. Ho scelto con la complicità di Antonio Fresa le canzoni da cucire e insieme abbiamo costruito uno spettacolo acustico pieno di passioni e riferimenti. Si avverte dalla prima nota l’amore per il Giappone, la musica francese e quel mediterraneo che ci appartiene. C’è tanto mare della mia terra salentina e di tutto il sud del mondo. Lu vidducu di lu mundu è un azzardo riuscito, ma c’è tanto da scoprire. Ho la fortuna di aver scritto tante canzoni per grandi interpreti della musica d’autore italiana ed internazionale. E queste canzoni sono tornate a casa ricorreggiate e vestite come le desideravo”.

Cosa consiglieresti ad un giovane che, mosso da un vero e proprio talento, al di là di un estemporaneo, e credo comprensibile, “bisogno di fama”, abbia intenzione d’intraprendere un percorso artistico-musicale?

(Foto di Giovanni Buonomo)

“Di suonare tanto dal vivo. Costruire una band di musicisti, creare un sound e canzoni senza strategie. Oggi un cantautore deve essere riconoscibile e deve avere una personalità ed una credibilità inconfondibile. Solo così ne varrà la pena”.

Classica domanda finale, prima di salutarci e ringraziarti per la disponibilità: dopo Maredentro hai già in mente qualche nuovo progetto?

“Tornerò in studio per il nuovo disco. Le canzoni sono pronte per essere suonate ed amate. Continueremo a suonare in giro e a scrivere tanto per il nuovo disco di Fiorella Mannoia, un film e tante altre sorprese…”

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