Riace, la forza dell’uguaglianza

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Da Antonella Iaschi, poetessa e scrittrice, riceviamo e pubblichiamo:

 Una bambina si accoccola sulle ginocchia del sindaco. Padre Alex Zanotelli sta parlando, lo schermo per la diretta con Gino strada è già spento gli si leggeva in volto la sofferenza, il cielo è un velo nero trapuntato di stelle. Riace 31 agosto 2018, consiglio comunale in piazza. Una piazza viva, vera, emozionata, straripante di umanità. Una piazza calabrese e non solo che applaude la lotta, il coraggio, la perseveranza, la denuncia, l’uguaglianza, la forza dell’Amore. Una piazza che consegna la cittadinanza onoraria a Gino Strada, padre Alex Zanotelli e a Chiara Sasso tra applausi e commozione. E’ la piazza di Mimmo Lucano, l’uomo che Salvini ha definito uno zero, certamente ignorando (vista la sua cultura da bordello) che “tutti cercano uno zero per decuplicare il loro valore.”(Friedrich Nietzsche). Il valore qui è nato in una comunità che stava esaurendo le proprie r/esistenze, e grazie al suo sindaco è ritornato nelle strade, nelle persone, nelle case di Riace. Noi dovremmo provare ad esportarlo nel mondo, dovremmo vegliare su di lui, esserne tutti testimoni perché nessuno dei nostri nipoti un giorno possa ricordarci come noi oggi ricordiamo i nazisti. La Libia, la Turchia, la Siria saranno un giorno al centro di processi per l’olocausto in corso (ha ricordato padre Zanotelli) e noi saremo colpevoli allo stesso modo dei torturatori se adesso non alziamo la testa e stiamo zitti di fronte agli accordi politici criminali fatti, se accettiamo il razzismo e il fascismo rimanendo alla finestra, se ci facciamo ingannare dalle guerre fra poveri che sono solo strategie di paura volute per distogliere l’attenzione dai problemi reali. Purtroppo ha ragione Gino Strada quando afferma che l’Italia è razzista e fascista, ma ha ancora più ragione Mimmo Lucano che sta combattendo per cambiarla nel proprio pezzetto di terra. Sta dimostrando con i fatti che si può fare, che si può resistere rimanendo umani, e lo sta facendo in una terra difficile, dove è molto facile sbagliare strada. Lui e chi in lui ha creduto, hanno creato un progetto di rinascita per gli italiani autoctoni e i nuovi italiani, quelli arrivati e quelli nati a Riace. Perché Riace adesso è piena di bambini, i negozi e i bar sono aperti, scioperano, lottano, vivono e qualcuno decide di non emigrare. E’ bella Riace che non ha supermercati ma negozi, che non è cementificata, che ha i colori della pace sui gradini della piazza, come è bella questa regione assetata dal sole e dagli uomini. Ed è anche tenace come tutti gli esseri che restando umani si indignano, sognano, fanno realtà dell’utopia. Vi immaginate che bella cosa sarebbe se il “modello Riace” un giorno fosse normalità europea o addirittura mondiale? Io questo voglio sognare questa notte. Grazie signor Lucano!

Antonella Iaschi

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