Un ricordo di Esther Williams

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E’ morta ieri, giovedì 6 giugno, a Beverly Hills, Esther Williams (Inglewood, 1921), fra le ultime star della “Hollywood che fu”, nonché ex campionessa di nuoto, sport che le permise appunto d’eccellere nella qualità d’attrice in film musicali “acquatici” dove poteva mettere in luce il suo talento e far risaltare l’altrettanto notevole fascino, grazie a spettacolari coreografie e studiate esibizioni, come nella pellicola che le diede la notorietà, Bellezze al bagno (Bathing beauty, ’44, George Sidney), in cui interpretava un’insegnante di nuoto, ruolo che seguì ad una piccola parte in Joe il pilota (A Guy Named Joe, ’43, Victor Fleming), mentre il suo esordio risale al ’42, La doppia vita di Andy Hardy (Andy Hardy’s double life, George B. Seitz), film che vedeva protagonista Mickey Rooney.

 

Personalmente ricordo come fosse un sogno, forse ancora ragazzino vidi il film trasmesso in tv, una sequenza di Nebbia sulla Manica (Dangerous When Wet,’53 Charles Waters) dove Esther si esibiva, insieme a Tom e Jerry, in un simpatica danza subacquea che mi aveva particolarmente colpito, per poi apprezzarla ulteriormente una volta diventato più grandicello, perché mi è sempre stato difficile resistere al fascino di produzioni certo ingenue, ma che avevano dalla loro una splendida resa visiva (Technicolor) e, spesso, delle felici intuizioni nel coniugare sport, romanticismo ed ironia. Tra i titoli più famosi La matadora (Fiesta, ’47) di Richard Thorpe, che diresse anche il successivo Su un’isola con te, On an Island with you, La ninfa degli antipodi (Million Dollar Mermaid,’52, Mervyn LeRoy, stessa denominazione della sua autobiografia, pubblicata nel 2000), incentrato sulla storia della nuotatrice australiana Annette Kellerman, malata di poliomelite, pellicola in cui l’attrice riuscì ad offrire un certo risvolto drammatico.

 

Il successo durò sino al ’55, quando iniziarono inevitabilmente a mutare i gusti del pubblico, il quale durante e dopo la guerra cercava nient’altro che intrattenimento e distrazione: dopo il flop di Annibale e la vestale (Jupiter’s Darling, George Sidney) ed aver girato altri tre film (The unguarded moment, ’56, L’uomo nell’ombra, Harry Keller; Raw wind in Eden, ’58, Vento di passioni, Richard Wilson; The big show, ’61, Il grande spettacolo, James B. Clark) Esther lasciò il cinema per dedicarsi ad un’attività benefica, insegnante di nuoto per bambini ciechi, ed apparve sempre più raramente in pubblico.

 

Resterà sempre, come tante altre attrici e diversi attori, nel ricordo di un cinema d’altri tempi, capace d’esprimere la propria magia anche in un numero di danza subacqueo insieme ad un gatto e un topo e di far sognare una vita diversa tra tuffi, sorrisi smaglianti e immaginifiche coreografie.

 

Già pubblicato, in data 06/06/2013 sul blog “Sunset Boulevard” http://suonalancorasam.wordpress.com/

 

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