Antonella Iaschi: “da Riace un segnale di cambiamento”

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Da Antonella Iaschi, poetessa e scrittrice, riceviamo e pubblichiamo

Ehi Iaschi,

ci sono giorni in cui la tua presenza riempie l’aria. Giorni come oggi. I giorni del “Noi”

Siamo arrivati a Riace che le macchine erano già parcheggiate lontane dal paese che sta un po’ vicino al mare, un po’ vicino al cielo, ed è in quella parte che abita Mimmo Lucano, il suo Sindaco. Lì era diretto il corteo.

La gente continuava a salire a gruppetti, arrivava, parcheggiava, si incamminava quando qualcuno ha detto di tornare indietro perché il corteo doveva partire dal chiesolino  (credo fosse di una Madonna, qui al Sud ce ne sono tante). Poi un corteo è arrivato dall’alto. Dei “ragazzi” africani, cittadini di Mimmo, lo guidavano scandendo slogan e chiedendo la libertà per lui. “Andiamo giù” hanno detto “ poi torniamo su tutti insieme” e cantavano anzi no, chiedevano la libertà per Mimmo, ma era un canto. Mentre la gente continuava ad arrivare, anche in corriera.

Il serpente disordinato si è ricomposto al chiesolino, tutti ci siamo girati verso il cielo, e il serpente ha ricominciato a salire, questa volta in un’unica direzione. Era un serpente colorato nelle bandiere e nella pelle della gente. Era un serpente che raccontava storie, tutte scritte fai da te su ogni tipo di materiale… solo le bandiere erano “ufficiali”…era un serpente antifascista, quindi antirazzista, quindi molto rosso, ma era anche un serpente azzurro, come le divise degli scouts o le parole di Don Milani, ed era anche giallo come le bandiere di Lega Ambiente. Ogni tanto cantava Bella Ciao, ogni tanto la tua canzone Iaschi: “Nostra patria è il mondo intero…nostra fede la Libertà…ed un pensiero…”.  Beh sai com’è …l’emozione sale agli occhi, ed è salita, eccome!

Arrivato in paese il serpente ha girato a sinistra, poi a destra e intanto il cielo giù acqua. (Corteo bagnato, corteo fortunato?). Poi si è fermato e una finestra aperta all’ultimo piano del palazzo lo ha accolto. Casa del Sindaco, lui si è affacciato. Le bandiere hanno iniziato ad ondeggiare, lui ha alzato il pugno e tanti gli hanno risposto. Pugno chiuso verso il cielo. La sua è lotta Iaschi, lotta contro tutto il male e il periodo nero che l’Italia già ha passato meno di un secolo fa  e che chi la governa vuole ridarle. Hanno colpito un uomo che ha fatto dell’Umanità il suo credo e lo hanno messo agli arresti domiciliari proprio per questo. Lo so, adesso tu mi diresti: “ Non mettere mai la mano sul fuoco per qualcuno” ma tu ce la metteresti per quel Sindaco, basta passeggiare per Riace (in giorni in cui è solo Riace) per capire. E’ viva, multietnica, pulita, bella.

Dopo applausi e slogan di libertà il serpente è ridiventato persone che vanno a gruppetti e quelle persone hanno riempito l’anfiteatro all’inizio del paese. Sul palco sono saliti in tanti e hanno parlato, intanto la pioggia rompeva e pochi avevano l’ombrello. Era la tua voce babbo, con le tue idee, quelle contagiose che hai attaccato a tutti quelli che ti hanno conosciuto. La passione, la forza, la capacità di coinvolgere, la volontà di credere in una meravigliosa Utopia erano sul palco, davanti al palco e ancora per le strade di Riace. Eravamo in 6000 hanno detto, e un paese di 1700 abitanti 6000 persone lo riempiono.

Mentre sul palco c’era il sindacalista di Rosarno che diceva di diritti, di sfruttamento, di Costituzione, di cose che succedono nonostante, mi sono guardata intorno e mi sono accorta di una cosa bellissima. Eh sì, quando c’eri tu al mio fianco ero quasi sempre una dei pochi giovani del corteo, oggi invece i giovani erano la maggioranza e io, felicemente, una persona fra quelle di una certa età… Forse le cose stanno cambiando.

Nostra Patria è il Mondo intero,  nostra fede la Libertà, per un pensiero: Grazie Mimmo Lucano!

 

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